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EQUIVITA, Comitato Scientifico
Antivivisezionista, unisce e coordina i medici e gli
scienziati che aderiscono alla lotta contro
la sperimentazione animale, errore metodologico che
sta fuorviando in modo sempre più pericoloso
la ricerca medica.
EQUIVITA inoltre, da più di 10 anni, porta avanti un'azione importante contro l'uso improprio delle modifiche
genetiche, contro la diffusione degli Ogm e la brevettabilità della materia vivente. |
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ULTIME NOTIZIE
SPERIMENTAZIONE ANIMALE
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BANDO DI CONCORSO
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PREMIO ”PIETRO CROCE” PER L’ABOLIZIONE DELLA SPERIMENTAZIONE ANIMALE
(IV edizione)
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Il Comitato Scientifico EQUIVITA e il Movimento Ecologico Nazionale UNA bandiscono l’edizione 2010 del
Premio Pietro Croce per l’abolizione della sperimentazione animale* (IV edizione)
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Finalità:
il Premio Pietro Croce sarà destinato al:
“Migliore progetto di comunicazione sul tema dell'inattendibilità scientifica della sperimentazione animale (o vivisezione) ”.
Nonostante i recenti straordinari progressi della scienza abbiano consentito l’uso di metodi di gran lunga più affidabili, nonostante il pensiero degli scienziati antivivisezionisti sia ormai condiviso da grandissima parte del mondo scientifico, la sperimentazione su animali è purtroppo ancora riconosciuta come metodo di base in grandissima parte degli studi biomedici e tossicologici.
Il perdurare di un vecchio paradigma e la difficoltà di far accettare - quando si tratta di applicazione pratica -un pensiero innovativo, è un problema che ha sempre caratterizzato la storia della scienza (come spiega molto bene lo storico Richard Kuhn).
Il nostro compito è, dunque, quello di dare un contributo al superamento sia degli ostacoli culturali e politici, sia degli interessi economici, oggi sempre più determinanti. Dare diffusione su larga scala ai principi sui quali si fonda il movimento antivivisezionista scientifico, non indugiando sull’aspetto etico, che pur avendo enorme rilevanza, troppo spesso è stato usato come schermo per evitare una seria valutazione scientifica (“meglio immolare un topo piuttosto che un bambino!”). Sfruttando, anche per quanto riguarda la comunicazione, le opportunità offerte dai nuovi media.
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COMUNICATO EQUIVITA - 09/02/10
Quando la crudeltà si somma alla cattiva scienza
Il Comitato Scientifico EQUIVITA si unisce alla protesta che sta investendo l’Università di Lovanio per l’assegnazione di un dottorato “honoris causa” ad alcuni scienziati italiani del laboratorio di Neuroscienze dell’Università di Parma. L’università di Lovanio ha collaborato con quella di Parma in una ricerca sui macachi in cui uno dei fini è stato, ad esempio, dimostrare che i neuroni che si attivano nel cervello dell’animale quando afferra un oggetto con le pinze sono gli stessi che si attivano quando usa la sua mano. Per giungere a simili conclusioni le scimmie vengono totalmente immobilizzate in apparecchi di contenzione e sottoposte ad un esperimento estremamente invasivo con elettrodi nel cervello.
La protesta è stata iniziata dalla Ong belga ADC (Coalizione contro gli esperimenti su animali), in collaborazione con “Antidote Europe”. Da tempo ADC e Antidote, insieme ad EQUIVITA - e a numerose altre associazioni in Europa e nel mondo - denunciano la totale assenza di limiti etici nella ricerca sui primati non-umani (esseri molto intelligenti, dotati di grande capacità di sofferenza psichica e fisica). Le associazioni vogliono tuttavia che si conoscano tutte le ragioni del loro dissenso, che non si basa esclusivamente su argomenti etici, ma su varie altre motivazioni, in particolare scientifiche, di estrema importanza, che dimostrano come la ricerca di laboratorio su modello animale sia in tutti i sensi un pessimo investimento. Ecco i punti più importanti delle loro obiezioni.
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"Esperimenti di cognizione su macachi: quale utilità per l'autismo umano?".
Lettera del Direttore di Antidote Europe André Menache pubblicata su Repubblica.
In quanto veterinario, vorrei rispondere all’articolo “Neuroni specchio. Dall’autismo ai segreti dell’empatia nel laboratorio degli anelli inceppati” (La Repubblica, 16/02/10 p. 37 e sgg.) facendo notare ai lettori che l’autismo non è presente negli animali. Occorre, quindi, interrogarsi sulla validità degli esperimenti su scimmie condotti dal Professor Giacomo Rizzolatti. L’autismo è un disturbo che si manifesta nella prima infanzia dell’uomo con un insieme complesso e ancora poco chiaro di sintomi. Suscitare speranze riguardo alla possibilità di curarlo sulla base di esperimenti condotti su scimmie è, pertanto, fuorviante. E’ incoraggiante constatare, tuttavia, che dopo 44 anni di ricerche su animali, il Professor Rizzolatti stia iniziando a promuovere l’uso di tecniche di imaging non invasive per studiare la specie di reale interesse: quella umana. |
COMUNICATO EQUIVITA - 26/11/09
Il pensiero precursore di Pietro Croce e il Premio a lui intitolato, ieri in Campidoglio
L’assegnazione della 3° edizione del
“PREMIO PIETRO CROCE per l’abolizione della sperimentazione animale”,
attribuito ad “Antidote Europe” per uno studio di tossicogenomica sui pesticidi presenti nell'alimentazione umana, è avvenuta ieri nel corso di una conferenza in Campidoglio intitolata:
“Salute umana: il futuro dei test e della prevenzione”,
presenziata dall’Assessore all’Ambiente Fabio de Lillo, che rappresentava il sindaco Alemanno.
Associazioni promotrici: Comitato Scientifico EQUIVITA e Movimento Ecologico Nazionale UNA.
Le relazioni di:
Gianni Tamino, presidente del Comitato Scientifico EQUIVITA,
André Ménache, direttore dell’associazione “Antidote Europe” premiata quest’anno
Luigi Campanella, presidente Società della Chimica Italiana e vincitore del Premio Croce 2° ,
Fulco Pratesi, presidente onorario del WWF Italia … e svariati altri,
hanno fatto emergere due temi principali:
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| COMUNICATO EQUIVITA - 19/10/09
Un passo avanti nella tutela dei primati e nella ricerca scientifica
Il Comitato Scientifico EQUIVITA si congratula con la Corte Suprema svizzera per la recente sentenza in cui essa respinge definitivamente un ricorso presentato dal Politecnico di Zurigo sul tema della sperimentazione su primati.
La prestigiosa università svizzera si appellava contro una sentenza che le negava l’autorizzazione per due studi scientifici sui primati.
La Corte Suprema mette così fine a una controversia legale durata oltre tre anni, ma che ha visto ad ogni passo la “Commissione del cantone di Zurigo sulla Sperimentazione Animale” schierarsi contro l’autorizzazione.
Il progetto di ricerca, che prevedeva l’uso di macachi, aveva come finalità lo studio dell’apprendimento ed era stato classificato al livello massimo di sofferenza animale secondo gli standard stabiliti a livello nazionale in Svizzera.
Il progetto non avrebbe recato alcun beneficio alla salute umana e malgrado ciò costringeva le scimmie alla detenzione, alla privazione d’acqua e all’introduzione di elettrodi nel cervello, seguite dalla condanna a morte. La sentenza della Corte ha precisato che il beneficio che da tale studio sarebbe derivato agli uomini non poteva compensare la sofferenza degli animali.
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COMUNICATO EQUIVITA - 8/09/09
Sperimentazione animale: nuovi traguardi
Si è concluso il 3 settembre 2009 a Roma, all’Hotel Cavalieri Hilton, il “VII Congresso mondiale sui metodi alternativi e l’uso di animali nelle scienze biomediche”.
Diversamente dalle sei edizioni precedenti – nelle quali la ricerca dei metodi alternativi sembrava un mero paravento utile a lasciare ogni cosa inalterata – quest’ultima, settima edizione, ci obbliga a scrivere un commento per il nuovo clima che abbiamo respirato.
Un chiaro riconoscimento del fallimento della “politica delle 3R” (Ridurre, Raffinare, Rimpiazzare) è venuto da alcuni relatori (tra i quali, nella sua relazione di chiusura, uno dei promotori più anziani di tale politica, Alan Goldberg).
Va detto tuttavia che nonostante ciò le 3R hanno continuato ad essere, come per il passato, un riferimento costante (una specie di sigla di fondo che rimane in vita, anche se ormai priva di credibilità).
Il vero tema dell’incontro è stato, ed è questo che ha reso il VII Congresso diverso dai 6 precedenti, il “cambiamento epocale” riguardante il futuro della tossicologia (in cui le prove su animali verranno sostituite principalmente da metodi in vitro), annunciato nel 2007 dall’Accademia delle Scienze statunitense attraverso il suo Consiglio Nazionale delle Ricerche nel documento “Toxicity Testing in the 21st Century: A Vision and a Strategy”.
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ULTIME NOTIZIE
MANIPOLAZIONE GENETICA
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COMUNICATO EQUIVITA
21/07/10
A CHI APPARTENGONO BROCCOLO E POMODORO?
Azione di protesta davanti all’Ufficio Europeo dei Brevetti a Monaco di Baviera
Il Comitato Scientifico EQUIVITA, rappresentato dalla coordinatrice Fabrizia Pratesi, ha partecipato ieri mattina alla manifestazione promossa dalla coalizione “NO PATENTS ON SEEDS” (“No ai Brevetti sulle Sementi”) [1] cui esso aderisce. La manifestazione, che ha visto la partecipazione di oltre trecento persone di ogni nazionalità armate di striscioni e di scritte, si è svolta davanti all’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) di Monaco di Baviera, per ribadire l’opposizione della Società Civile ai brevetti richiesti (e talvolta concessi), in numero sempre crescente, anche su piante e animali coltivati in modo convenzionale (non geneticamente modificati).
Occasione di questa iniziativa è stata la prima udienza di un giudizio iniziato presso la Corte d’Appello dello stesso EPO che porterà a una decisione fondamentale sui brevetti europei. Partendo dal “caso giuridico” dei brevetti già concessi su di un broccolo e su di un pomodoro (entrambi coltivati in modo convenzionale) [2], oltre che sui prodotti alimentari da essi derivati, l’EPO deciderà se le risorse naturali possano continuare a essere rivendicate come “invenzioni”.
In segno di protesta i manifestanti hanno distrutto copie delle richieste di brevetto avvalendosi di numerosi trita-documenti installati su di un palco posto davanti all’EPO. Quest’ultimo deve ancora pronunciarsi su oltre 1.000 richieste di brevetto sul cibo. La Coalizione teme che i controversi brevetti già concessi non vengano revocati.
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Comunicato 12 luglio 2010
Campo sperimentale di mais gm sabotato in Catalogna
Oggi, 12 luglio 2010, decine di persone hanno sabotato due campi sperimentali di mais transgenico di proprietà della Syngenta situati nel comune di Torroella de Montgrì (Baix Empordà, Girona, Catalogna).
Abbiamo distrutto l’esperimento transgenico a cielo aperto della Syngenta perché riteniamo che le azioni dirette siano il modo migliore per rispondere alla “politica dei fatti compiuti” con cui da 12 anni il Governo autonomo della Catalogna, lo Stato e le multinazionali biotech impongono gli Ogm in agricoltura e nel cibo.
In Spagna si concentra quasi l’80% della superficie totale di terra seminata a Ogm in Europa: nel 2009 ne sono stati seminati oltre 75.000 ettari[1]. Dopo l’Aragona, la Catalogna è, con 27.000 ettari, la regione europea con il maggior numero di ettari coltivati a Ogm. Negli ultimi anni, inoltre, il 42% delle sperimentazioni europee in campo aperto sono avvenute in Spagna [2].
La Syngenta, terza maggiore società di sementi del mondo dopo Monsanto e Dupont, ha per obiettivo il monopolio del mercato delle sementi, affinché tutta la produzione agricola del pianeta dipenda dalla vendita dei suoi semi [3].
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COMUNICATO EQUIVITA 16/07/10
Fermiamo i padroni del cibo
L’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) ha sempre cercato di promuovere i brevetti sulla materia vivente, che rappresenta il “bene comune” più prezioso del pianeta. Esso è spesso andato oltre i limiti imposti dalla legge (vedi modifica del Regolamento applicativo della “Convenzione Europea dei Brevetti” del 16.6.99).
Il brevetto, che copre ogni Ogm, privatizza la pianta o l’animale e:
permette all’azienda che ne è detentrice di riscuotere diritti ad ogni ciclo riproduttivo,
permette il controllo della catena alimentare,
rappresenta l’unica ragione per cui gli Ogm – ormai rivelatisi privi di qualsivoglia caratteristica migliorativa per i consumatori – vengono spinti sul mercato.
Inoltre l’EPO vuole già da tempo spostare i confini della brevettabilità fino ad includervi piante e animali convenzionali, non geneticamente modificati.
Il dissenso su questi brevetti cresce a dismisura:
la Coalizione “No Patents on Seeds” vide la sua nascita nel 1997, quando 28 Ong europee si allearono sotto il nome di ECOBP (European Coalition on Biotechnology Patents) contro la Direttiva detta “dei brevetti sul vivente” e poi denominata 98/44.
Oggi le associazioni coalizzate promuovono una Conferenza pubblica a Monaco di Baviera lunedì 19.07.10*.
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COMUNICATO EQUIVITA 14/07/10
Una mela avvelenata per i cittadini europei
Indifferente alle raccomandazioni dei 27 Ministri che nel dicembre 2008 hanno all’unanimità richiesto ufficialmente una valutazione degli effetti non solo ambientali e sanitari, ma anche socio-economici degli Ogm più approfondita e più indipendente (visto che fino ad oggi essa si è basata sui dati forniti dalle stesse aziende produttrici di Ogm),
la Commissione europea, come già preannunciato un mese fa, rinuncia alla tutela dei cittadini europei e propone, a livello europeo, un’autorizzazione accelerata delle nuove colture Ogm (le nuove autorizzazioni includono 16 varietà vegetali già in lista d’attesa).
A fronte di questa concessione alle multinazionali biotech (uniche interessate - in quanto detentrici dei brevetti che coprono le piante, gli animali e tutta la loro discendenza - alla diffusione degli Ogm) la Commissione dichiara di consentire agli Stati membri, da ora in poi, la libera scelta sul transgenico (saranno consentiti i divieti nazionali).
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Comunicato EQUIVITA 28/06/10
Commissione europea: ambiguità e promesse "fittizie"
La Commissione europea, nella proposta di regolamentazione delle autorizzazioni agli Ogm, che domani verrà discussa al Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura, non fornisce basi legali per i divieti nazionali agli Ogm: non rispetta dunque l’impegno di consentire agli Stati membri una “libera scelta”.
La Commissione europea ha pubblicato il 15 giugno un pacchetto di proposte per regolamentare le autorizzazioni alle colture Ogm, (elaborato in segreto con il WTO, Organizzazione Mondiale del Commercio e l’EFSA, Autorità europea per la sicurezza alimentare), senza rispettare la procedura democratica prevista dalla legge, e senza la partecipazione del Parlamento, delle Ong e di scienziati indipendenti.
La Commissione ha chiesto agli Stati membri di inviare, entro lunedì 28, commenti sulla proposta sulla quale si voterà nel Consiglio dei ministri dell’Agricoltura, martedì 29 giugno. Secondo la Commissione la proposta risolverà la controversia europea sul cibo e l’agricoltura transgenica: gli Stati membri dovranno accettare un’autorizzazione accelerata di nuove colture Ogm (che includono 16 varietà di vegetali gm già in attesa) a fronte di una (presunta) autorizzazione a emanare divieti nazionali sul loro territorio.
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APPELLO MONDIALE
di No Patents on Seeds!
FERMIAMO LA “MONSANTIZZAZIONE" DEL CIBO, DELLE SEMENTI E DEGLI ANIMALI
No ai brevetti su piante e animali!
Associazioni di agricoltori di tutto il mondo, allevatori, istituzioni delle Nazioni Unite e organizzazioni che si occupano di sviluppo e di ambiente hanno ripetutamente sollevato enormi preoccupazioni sull’aumento della monopolizzazione di sementi e di animali attraverso i brevetti nel corso degli anni più recenti.
La perdita di autonomia e l’innalzamento del debito degli agricoltori, la riduzione delle varietà di piante e animali, e le sempre più crescenti restrizioni per attività di allevamento e di ricerca rappresentano alcuni degli effetti più preoccupanti di questa tendenza.
Ma nonostante questa allarmante situazione non è stato attualmente preso alcun provvedimento legale per fermarla.
Al contrario, secondo un’indagine recente sulle domande depositate presso l’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (WIPO), le grandi aziende internazionali delle sementi cercano sempre più di imporre il proprio monopolio senza preoccuparsi delle conseguenze sulla sicurezza alimentare mondiale e sulla capacità di sostentamento degli agricoltori di tutto il mondo.
Lo dimostrano le recenti domande di brevetto depositate dalle tre società leader a livello mondiale: Monsanto (USA), Dupont (USA) e Syngenta (Svizzera).
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Comunicato EQUIVITA 20/03/09
Il Papa in difesa dei popoli
poveri contro le multinazionali
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In particolare ringraziamo il Papa per avere, accogliendo il nostro appello, denunciato la campagna di semina degli Ogm operata dalle stesse multinazionali, che “pretende di garantire la sicurezza alimentare” ma “finisce per sopprimere le semine tradizionali rendendo i contadini dipendenti dalle società produttrici di Ogm”.
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"Buona scienza contro cattiva scienza" André Menache -
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