Lettera aperta di EQUIVITA ai giudici che voteranno domani a Torino

 

Negli ultimi tempi, in modo sempre più pressante, compaiono sui principali organi di informazione interventi a sostegno della sperimentazione sugli animali, quale strumento indispensabile per qualunque studio di natura biomedica. Non è un caso: come si sa, il Consiglio di Stato, in attesa di accertamenti, ha sospeso sin dall’autunno scorso la sperimentazione su 6 macachi destinati al programma di ricerca Blindsight e attualmente rinchiusi negli stabulari dell’Università di Parma. Ma il mercoledì 28 gennaio 2021 il Consiglio di Stato dovrà pronunciarsi in via definitiva. 

 

Analizziamo allora alcune di queste affermazioni, ampiamente riportate dai giornali, e confrontiamole con la realtà dei fatti

Leggendo il “considerando” n.10 si evince che  in realtà la direttiva in questo capitolo della direttiva si pone l’obiettivo di superare la sperimentazione animale, in quanto ritiene  l’impiego di animali vivi necessario solo fin quando e fin dove non ci saranno metodi sostitutivi adeguati. Nel commento è stato volutamente dimenticato quanto è scritto nelle righe precedenti, che sono le seguenti:

“E’ auspicabile la sostituzione nelle procedure l’utilizzo di animali vivi con altri metodi che non ne prevedano l’usocome pure “il conseguimento dell’obiettivo finale della completa sostituzione delle procedure su animali vivi a fini scientifici ed educativi non appena ciò sia scientificamente possibile

Ad esempio, per testare la presenza di pirogeni (sostanze in grado di provocare la febbre) nei preparati farmaceutici iniettabili vengono ancora oggi sacrificati migliaia di conigli ogni anno solo in Europa. Eppure da oltre 10 anni sono disponibili i test alternativi che impiegano cellule immunitarie umane e che si sono dimostrati migliori e più affidabili dei test che impiegano animali o derivati animali.

 

 

D’altra parte se non ci fossero alternative, come potrebbe l'amministratore della US Environmental Protection Agency (EPA) Andrew Wheeler aver firmato, in data 10 settembre  2019, una direttiva per dare priorità agli sforzi per ridurre i test sugli animali, impegnandosi a ridurre i test sui mammiferi del 30% entro il 2025 e ad eliminarli completamente entro il 2035?

 

A questo proposito va anche ricordato che nessuno dei metodi che impiega animali E STATO MAI VALIDATO in modo analogo, e né in alcun modo, pur rappresentando, assurdamente, il GOLDEN STANDARD” per la validazione di tutti gli altri metodi

Tuttavia moltissimi lavori scientifici, che mettono in luce i limiti dell’uso di animali e la necessità di metodi sostitutivi, smentiscono che “l’intera comunità scientifica si sia espressa unanimemente sulla indispensabilità della sperimentazione animale.”

 

D’altra parte è noto che l’85-95% dei farmaci sicuri ed efficaci nei modelli animali, si rivelano poi inutili se non addirittura pericolosi per i pazienti (Rapporto Food and Drug Administratione del 2004: A new compound that enters the first phase of clinical trials has an 8% probability of entering the market as a drug) e molti scienziati riconoscono sempre più spesso la necessità di fare ricerche sulla biologia umana (human based), proprio perché i modelli animali, anche quando “umanizzati”, come quelli geneticamente modificati, non sono in grado di imitare la complessità delle condizioni umane.

In base anche a queste considerazioni la fase preclinica sugli animali è stata fortemente ridotta o eliminata per permettere di avere vaccini anti Covid in tempi così brevi!

 

C’è poi l’articolo pubblicato su Archives of Toxicology (https://doi.org/10.1007/s00204-020-02787-2) del18 Maggio 2020 di Busquet et al., dal titolo “Harnessing the power of novel animal‑free test methods for the development of COVID‑19 drugs and vaccines” (Sfruttare la potenza di nuovi metodi di test senza animali per lo sviluppo di farmaci e vaccini COVID-19) ,che , tra l’altro, afferma:

 

“È probabile che il virus che induce COVID-19, SARS-CoV2, rimanga una minaccia per la salute umana a meno che non siano disponibili farmaci o vaccini efficaci. …. In questa situazione, è possibile sfruttare gli investimenti fatti nello sviluppo di nuovi metodi senza animali (NAM) per la sicurezza, l'efficacia e la valutazione della qualità dei farmaci. Per questo, forniamo una panoramica delle idee per abbreviare i tempi di sviluppo dei farmaci. I test sugli animali sarebbero troppo lunghi e in gran parte falliscono quando un agente patogeno è specie-specifico o se il farmaco desiderato si basa su caratteristiche specifiche della biologia umana”

 

 

 

E’ dunque chiaro che, essendo evolutivamente gli scimpanzé la specie più vicina all’uomo, questa decisione del NIH mette in discussione ogni altro modello animale per la ricerca medica finalizzata alla salute umana".

 

Se volete alcune altre citazionie alcuni altri importanti estratti riguardanti l’importanza di abbandonare il modello animale nella ricerca biomedica, potete consultare il dossier della Iniziativa dei Cittadini Europei STOP VIVISECTION su questo link:

 

www.STOPVIVISECTION.EU

 

Desidero chiudere con la frase di introduzione al Sommario del Documento pubblicato, nel 2007,dal Consiglio Nazionale delle Ricerche USA, su richiesta dell’Agenzia per l’Ambiente EPA-

 

 

                               TOXICITY TESTING IN THE 21ST CENTURY

 

“La tossicologia si sta avvicinando ad un evento epocale, di quelli che hanno dato un nuovo corso alla storia della scienza, come la scoperta della penicillina, quella del DNA, la nascita del primo computer. Essa è in procinto di avvalersi delle rivoluzioni avvenute nella biologia e nella genetica […]le prove di tossicologia saranno trasferite da un sistema basato sullo studio dell’animale intero ad un sistema basato principalmente sui metodi in vitro, questi ultimi essendo in grado di valutare i cambiamenti nei processi biologici con l’osservazione di cellule, preferibilmente di origine umana”

 

Il testo che segue conclude dicendo che è necessario tale radicale cambiamento di paradigma che consenta uno screening ad ampio raggio delle sostanze chimiche, per ridurre i tempi e i costi dei test e garantire una base più scientifica per la valutazione degli effetti sulla salute.

 

SE ciò fosse stato fatto in ogni continente avremmo FORSE potuto evitare la crisi globale che oggi stiamo attraversando

 

 

 

Gianni Tamino

Docente di Biologia

Presidente Comitato Scientifico EQUIVITA