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Comunicato EQUIVITA

16.3.2019

Infine un vento di speranza

 

Greta Thunberg - la sedicenne svedese armata di immensa ostinazione nel coinvolgere gli adulti ad AGIRE per salvare il mondo dai cambiamenti climatici - è oggi la sola speranza per tutti noi di sopravvivenza della specie umana.

Data l’indifferenza - e talvolta perfino il rifiuto e l’ostilità - dei dirigenti politici di tutto il mondo, Greta è la sola volontà positiva, il solo spiraglio di luce per il nostro futuro e per quello di tutto ciò che oggi vive.

 

Davanti agli studi e alle avvertenze degli scienziati, che ci danno soltanto 11 anni di tempo non certo per ritornare al clima precedente (essendo la temperatura media del pianeta già salita di oltre un grado), ma per arrestare il riscaldamento previsto, Greta, che aveva 15 anni, ha pensato “cosa posso fare io?” e dopo aver pensato… ha fatto.

Senza azioni di violenza ma con tanti sacrifici per il bene di tutti, è riuscita a radunare ieri alcuni milioni di persone in una manifestazione pacifica globale realizzata da tutti gli studenti del mondo.

Un successo che si può valutare - ma solo un poco - con il servizio del Corriere della Sera e di qualche altra testata nelle edizioni odierne (che hanno riscattato l’inadeguatezza dei TG del 15 marzo sera). Sul Corriere una foto su due pagine (una era troppo stretta) riprende comunque solo una parte della smisurata folla di ragazzi che a Roma, da Piazza Venezia, tutt’intorno all’altare della Patria, ha invaso il centro, la via dei Fori Imperiali e la via del Teatro Marcello, una folla che è stata definita di 30.000 o addirittura solo di 20.000 ma era di numero assai, assai maggiore (forse di 100,000 come a Milano) e avrebbe potuto essere ripresa soltanto dall’elicottero…

Mai si era vista prima di ora una simile straordinaria ondata di ragazzi sorridenti e pacifici, che con i loro mille cartelli colorati cercavano di far capire, senza parole di odio, ai nostri governanti che “la terra è una sola: non esiste una terra B”. Hanno preso la parola rappresentanti della scuola elementare, della scuola media, della scuola superiore e dell’Università. Musiche e canti hanno accompagnato l’intera mattinata dalle 10:30 alle 14:00.

 

Questo spettacolo, per la prima volta nella storia universale, si è replicato ieri nel mondo intero. Hanno aderito 123 movimenti studenteschi di 98 Paesi, vi sono stati 2052 cortei studenteschi nelle piazze delle maggiori città di tutto il mondo!

 

Mentre tra gli adulti si susseguono le spaccature nelle Unioni (come il Brexit nella UE), negli Stati, nei partiti e nelle correnti, Greta ha costruito in pochissime settimane un movimento di solidarietà globale che travalica tutto e tutti per mirare al solo problema di massima emergenza: la sopravvivenza del pianeta e quello delle prossime generazioni.

Tre Parlamentari norvegesi la hanno già candidata per il Nobel 2019 per la Pace.

 

Il Comitato Scientifico EQUIVITA ritiene che se il movimento di Greta (che non è manovrato da altri, come le persone gelose/invidiose insinuano… e questo avviene sempre davanti ai successi imprevisti) riuscirà a fermare I cambiamenti climatici,  essa meriterà senz’altro il Nobel per la Pace, ma anche qualcosa di più.

 

 Comunicato EQUIVITA 

15.3.2019

Candidatura al Nobel per la Pace per Greta Thunberg

e

FridaysForFuture per salvare il Pianeta

 

Oggi la più grande manifestazione studentesca che si ricordi

(a Roma: raduno alle ore 11:00 a Piazza Madonna di Loreto)

Oggi

I giovani di 1.325 città del mondo in 98 Paesi

disertano le aule per dire agli adulti: “Agite immediatamente

per salvare il pianeta con la sua preziosa biodiversità e con tutto il Creato

dai CAMBIAMENTI CLIMATICI

e per invertire la rotta di uno stile di vita che provoca la morte di nove milioni di persone ogni anno e che cancella il futuro di TUTTI noi giovani:  siamo pronti ad impegnarci nello studio, ma prima dobbiamo garantire la nostra sopravvivenza”.

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Greta Thunberg alll’età di 15 anni è riuscita con le sue sole forze di persuasione (nessuno sta dietro di lei se non la sua perseveranza) a convincere il Parlamento svedese e poi quello Europeo, e infine il mondo intero, ad ascoltare il suo Appello disperato, senza usare parole morbide.

 

FridaysForFuture il movimento da lei creato, si raduna in ogni parte del mondo TUTTI I VENERDI già da varie settimane.

 

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3 Parlamentari norvegesi hanno proposto Greta Thunberg, per il Nobel per la Pace e il Comitato Scientifico EQUIVITA sottoscrive in pieno questa candidatura.

 

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Ecco quello che Greta ha detto ai nostri parlamentari a Bruxelles

 

“Dite di amare I vostri figli più di ogni altra cosa, eppure rubate il loro futuro sotto ai loro occhi. Parlate di andare avanti con le stesse cattive idee che ci hanno portato a questo disastro, mentre la sola cosa ragionevole da fare è tirare il freno di emergenza.

Non siete abbastanza maturi per denunciare la situazione attuale del pianeta e lasciate a noi anche questo fardello.

La nostra civiltà è stata oggi immolata per dare a pochissime persone la possibilità di continuare a fare moltissimi soldi. Infatti la nostra biosfera viene sacrificata per consentire a pochi, in paesi come il mio, di vivere nel lusso; ma sono le sofferenze di molti che pagano il lusso di pochi.

Voi dovete iniziare a studiare quello che può essere fatto e non quello che è “politicamnte  corretto fare” ! 

Voi ora siete a corto di scuse e noi tutti siamo a corto di tempo.

Siamo qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando , che vi piaccia o no e che il vero potere è quello della gente.

Dobbiamo lasciare I combustibili fossili sotto terra e dobbiamo mettere in primo piano l’EQUITA’, la giustizia.

Se le soluzioni sono tanto difficili dovremo cambiare l’intero sistema”.

Vedere su YOU TUBE o FACEBOOK molto di più …

EQUIVITA dà piena adesione al comunicato lanciato dal Movimento UNA che qui di seguito vi riportiamo:

 

No glifosato... ma anche no vivisezione!

In questi ultimi mesi, grande rilevanza ha avuto la discussione sul glifosato, sul suo utilizzo in agricoltura e sulla sua nocività e cancerogenicità.

In questo contesto, sta circolando con una buona diffusione, soprattutto in ambienti (virtuali e reali) ambientalisti, la raccolta fondi lanciata dall’Istituto Ramazzini per il finanziamento “dal basso” di un progetto di ricerca che miri a dimostrare gli effetti (dannosi) di questa sostanza sulla salute umana.

Sarebbe un’ottima notizia, avere uno studio attendibile e non di parte su questo argomento... peccato che questo promesso studio si baserà sulla vivisezione (o sperimentazione animale, per noi il termine si equivale, ad indicare studi su animali).

È bastato cercare qualche informazione in più sul loro sito ufficiale (http://glyphosatestudy.org/it) per scoprire che “Una caratteristica peculiare degli studi di cancerogenesi dell’IR [Istituto Ramazzini] è che i ratti sono trattati dalla vita prenatale e mantenuti sotto osservazione fino a morte spontanea o almeno fino a 130 settimane di età, corrispondenti a circa 75 anni nell’uomo”. Si parla inoltre di “tossicità a lungo termine del glifosato a dosi uomo-equivalenti”.

Sì: per capire se una sostanza fa male all’uomo, si ricorre al paradigma ormai da più parti ritenuto assolutamente non predittivo e non scientifico degli esprimenti su animali, in questo caso ratti!

Ci viene spontaneo commentare all’istante ricordando un articolo degli scienziati di Antidote Europe: Noi non siamo dei ratti di 70 kg!(http://antidote-europe.org/humains-ne-sont-pas-rats-70kg/ 5 aprile 2011).

Sempre più scienziati riconoscono l’evidenza che non è possibile estendere i risultati ottenuti sperimentando una sostanza su una specie animale ad un’altra specie, perché ogni specie ha delle determinate caratteristiche biologiche, metaboliche, fisiche...

Vi chiediamo di esprimere la vostra contrarietà all’Istituto Ramazzini (contatti: https://glyphosatestudy.org/it/contatto/) per il loro ricorso a studi su animali e di non finanziare questo progetto se non cambierà l’impostazione di ricerca, con l’abbandono del vecchio paradigma della vivisezione a favore di una vera scienza che – basandosi su studi su cellule, tessuti e cellule umane – possa davvero darci una risposta così importante riguardo la tossicità e cancerogenicità di questo prodotto.

Associazione UNA Cremona (Uomo-Natura-Animali) onlus

Cremona, 4/12/2017

Da parte di tutte le Associazioni promotrici, per la massima diffusione:

segue link VIDEO + Comunicato Stampa

Info: 335.8444949 

 

LINK PER VEDERE e inoltrare IL VIDEO:

https://www.youtube.com/watch?v=KyrNoadqw2A&t=2s

 

COMUNICATO STAMPA

02/08/2018

 

PESTICIDI IN CITTA’

 

AMBIENTE E SALUTE DEI CITTADINI A RISCHIO

 

WWF, European Consumers, Equivita, Anchise e FederBio

nell’ambito della campagna nazionale

CAMBIA LA TERRA – www.cambialaterra.it

 

lanciano una nuova, urgente azione d’informazione sulla pericolosità

delle pratiche di disinfestazione sia sul territorio sia in ambito urbano

 

l’Italia da sola utilizza ogni anno oltre il 50% di tutti gli insetticidi consumati nella UE, sommando il consumo nelle attività agricole con quello nelle aree antropizzate.

In ambito urbano, infatti, la pratica delle DISINFESTAZIONI e, in particolare, quella contro la zanzara tigre (Aedes albopictus) è una frenetica attività caratteristica dell’Italia. Ogni anno, dalla primavera all’autunno inoltrato, si spargono migliaia di tonnellate di sostanze, ufficialmente dichiarate gravemente tossiche, nelle strade, nelle case, nei giardini, nei parchi, nelle scuole, negli ospedali, ecc.

Come giustificazione a questo costante spargimento di veleni le ordinanze dei Comuni citano la zanzara tigre quale potenziale vettore di malattie come la Chikungunya e la Dengue e la Culex pipiens come vettore della West Nile virus.

A dire il vero però, nonostante la globalizzazione, il nuovo turismo di massa e i nuovi vettori che si sono aggiunti a quelli già esistenti, il territorio dell’Unione Europea appare essere stato - ed essere tuttora - largamente indenne da casi autoctoni (che possono essere causa di epidemie) di tali malattie.

E’ immotivato perciò il terrorismo psicologico sulla zanzara tigre, così ampiamente diffuso; e lo è ancor più lo spargimento di sostanze tossiche nell’ambiente, che causano danni molto concreti sia alla salute umana, sia alla biodiversità.

I suddetti danni sono ancor più inaccettabili in quanto le zanzare che si riescono ad uccidere con le irrorazioni sono una parte infinitesimale della popolazione. Tutte le altre si salvano e sviluppano, grazie alle loro prolificità e breve durata di vita, ceppi sempre più resistenti alle sostanze chimiche e popolazioni sempre più numerose. In modo che siano necessarie dosi ogni anno più elevate di veleni per combatterle … (inutilmente)!

Gli insetticidi usati nelle disinfestazioni anti-zanzara sono responsabili di uno stato di avvelenamento generale che determina un forte effetto negativo, non solo sulla salute umana, ma anche su quella della maggior parte degli altri organismi viventi: sull’intera biodiversità. Cumulandosi con gli altri inquinanti chimici presenti nell’ambiente, gli insetticidi avranno anche effetti cronici sinergici, le cui conseguenze sono imprevedibili.

Gli studi attuali hanno evidenziato anche gli aspetti cronici, quali, ad esempio, l’accumulo negli organismi viventi e nelle catene alimentari, le alterazioni della funzionalità genetica, le interferenze endocrine, ecc.

 

Raniero Maggini Presidente del WWF Roma e Area Metropolitana dichiara; “Nelle ordinanze emesse dalle Amministrazioni comunali si fa ricorso a sostanze particolarmente pericolose. L’indicazione di non far uscire all’esterno i bambini ed animali da compagnia è un indicatore sintomatico della minaccia alla salute per l’uomo, per gli animali e per la biodiversità dell’ecosistema urbano. Le disinfestazioni anti zanzara attraverso l’utilizzo di pesticidi sono inoltre una soluzione inefficace se gli interventi sono rivolti essenzialmente agli esemplari adulti

 

La categoria a maggiore rischio per l’esposizione agli insetticidi è quella dei bambini - anche quando ancora nel grembo materno - quella degli anziani e quella dei soggetti, sempre più numerosi, affetti dalla SCM (Sensibilità Chimica Multipla), una sindrome estremamente pericolosa e invalidante, riconosciuta negli Stati Uniti come malattia sociale con 37 milioni di malati, riconosciuta anche in Germania come malattia, ma non riconosciuta in Italia, dove i malati si sono riuniti nell’associazione Anchise.

Sono d’altronde stati dimostrati da un numero molto esteso di studi scientifici (vedi la battaglia contro il glifosato) gli effetti negativi sulla salute umana di tutti i pesticidi, nelle statistiche riguardanti le patologie più gravi del secolo, come le malattie neurodegenerative e i tumori (in particolare quelli infantili, aumentati in pochi anni del 20%), le malformazioni, le sterilità di coppia, ecc. ecc. Recenti studi hanno rivelato che i pesticidi hanno effetti assai gravi anche sul cervello umano (Università di California, Sacramento).

Nonostante ciò, le disinfestazioni adulticide con nebulizzazioni e veleni sparati anche con i “cannoni”, continuano ad essere consigliate dalle amministrazioni pubbliche, liberamente utilizzate dai privati e dalle ditte autorizzate. E queste ultime sono spesso, con gli amministratori degli stabili, la sola fonte d’informazione per i cittadini!

E’ facile intuire come, in nome della presunta “emergenza zanzara”, si possano favorire interessi economici che non hanno nulla a che vedere con la tutela della salute o dell’ambiente.

Si deve anche ricordare che le responsabilità maggiori di quanto avviene ricadono sulle amministrazioni comunali, prime responsabili della tutela della nostra salute. Con le loro “ordinanze” stabiliscono se e come debbano essere eseguite le disinfestazioni.

 

Fabrizia Pratesi, coordinatrice di Equivita, comitato scientifico dichiara: Il fine di questa campagna sulle disinfestazioni antizanzare, portata avanti da tante associazioni, è di ottenere che le amministrazioni da un lato e i cittadini dall’altro si attivino per un immediato e radicale cambiamento. Questo partirà dal principio che la salute umana e quella dell’ambiente sono il nostro bene in assoluto primario, oggi del tutto trascurato. Infatti le regole in vigore consentono di spargere nei centri abitati sostanze di grave tossicità (non autorizzate in agricoltura!). I comuni potranno investire nella formazione dei cittadini sulla lotta biologica e larvicida (unica lotta efficace, alla quale questi ultimi dovranno imparare a collaborare) almeno parte di quei fondi risparmiati abolendo la lotta alle zanzare adulte, lotta che, oltre a danneggiare la nostra salute e l’intera biodiversità, ottiene il risultato di rinforzare la popolazione delle zanzare“.    ”.

 

Altre contraddizioni in questa storia sospetta di illegalità

(vedi art. 32 della Costituzione che indica la salute come primo diritto umano da difendere)

 

- Non risulta che esistano negli altri Stati Membri attività di disinfestazione antizanzare come da noi.

- Varie sostanze tossiche che in Italia vengono vietate in agricoltura e sulle vie di comunicazione, sono invece autorizzate per le disinfestazioni negli ambienti urbani (con precauzioni inesistenti o irrisorie).

- In quei giardini pubblici nei quali non si fanno disinfestazioni vi è un numero di gran lunga minore di zanzare. Ciò dipende da quanto già illustrato: la capacità di resistenza ai veleni è in continua e accelerata crescita nelle zanzare (più si disinfesta e più si riproducono).

- Un’altra questione ben grave mai presa in considerazione è che gli insetticidi riducono drasticamente le popolazioni dei predatori naturali delle zanzare (pipistrelli, gechi, libellule, uccelli insettivori, altri insetti, ecc.), con il paradossale risultato di una popolazione sempre più abbondante proprio di quell’insetto, la zanzara, che si vuole contrastare.

- Le disinfestazioni distruggono malauguratamente anche i pochi esempi di biodiversità residua nei nostri centri abitati, sterminando piccoli mammiferi, rettili, anfibi, pesci, altri insetti, ecc., ed annientano animali fondamentali come le api, importantissime per il loro ruolo di impollinazione.

 

Cosa fare dunque?

La proliferazione eventuale delle zanzare e in particolare della zanzara tigre può essere efficacemente contrastata solo con la prevenzione e l’intervento sui focolai larvali, con metodi ecologici ed alternativi integrati.

Alla zanzara basta una piccola raccolta d’acqua per deporre le uova ed è evidente che quando centinaia di uova o larve di zanzara sono concentrate in un unico luogo è più facile combatterle che non da adulte, quando si disperdono in ambienti aperti.

La cosa più importante è dunque fornire ai cittadini una corretta informazione su quanto qui denunciato e su come devono essere effettuate le disinfestazioni “biologiche“ esistenti, che sono efficaci e non dannose ad altri. Esistono attualmente diversi sistemi di lotta, tutti integrabili gli uni con gli altri. Le istituzioni dovranno fare rete con i cittadini, coinvolgendoli attivamente e responsabilmente.

 

Maria Grazia Mammuccini di FederBio dichiara: “La Campagna ‘Cambia la Terra’, contro i pesticidi, porterà nei prossimi mesi all’attenzione delle Istituzioni e dei cittadini il problema della lotta chimica alle zanzare chiedendo norme regolamentari per abolire l’utilizzo dei biocidi tossici irrorati in città, favorendo interventi innovativi e preventivi per assicurare la tutela della salute dei cittadini. E’ infatti paradossale che il Piano di Azione Nazionale redatto per l’attuazione della Direttiva UE sui fitofarmaci non regolamenti i biocidi ma solo le sostanze chimiche utilizzate per le piante. Per questo motivo in città sono autorizzati pesticidi per combattere le zanzare vietati da tempo in agricoltura perché molto nocivi per la salute umana e degli ecosistemi”

(Il PAN è il Piano d’Azione Nazionale redatto in attuazione della Direttiva 2009/128/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi; esso dovrà essere aggiornato entro il mese di febbraio 2019)”

Comunicato EQUIVITA 31.07.2017

 

A PROPOSITO DEL DECRETO SUI VACCINI

"Paradossalmente le vaccinazioni hanno

portato ad una modificazione della

struttura del nostro sistema immunitario.

Cioè: evitiamo di prendere quella malattia, ma

restiamo più facilmente attaccabili da altre

Ferdinando Aiuti.

 

Il Comitato Scientifico EQUIVITA, da molti anni attivo nel condannare un uso improprio dei vaccini, esprime il suo totale dissenso per il "decreto Lorenzin" appena approvato.

EQUIVITA ribadisce che all'interno del vasto movimento di dissenso scatenato da questa precipitosa decisione (presa solo in Italia e sotto la spinta mediatica di presunte ma non reali "epidemie" in atto) esso non intende esprimere un NO o un SI ai vaccini.

EQUIVITA intende denunciare che è stato violato il diritto dei cittadini a:

1) Una libera scelta terapeutica espressa nella Costituzione italiana, come pure nella Carta europea.

2) Una corretta informazione che illustri tutti gli aspetti sia negativi, sia positivi, dei vaccini; in particolare gli aspetti negativi di una dose massiccia di vaccini effettuati su bambini in tenera età, il cui sistema immunitario non è ancora formato (e sui quali non è richiesta nè viene mai eseguita alcuna indagine preventiva di tollerabilità).

Non è stata ad esempio diffusa alcuna statistica sui danni fino ad ora documentati (in seguito alla legge approvata nel 1992 che prevede il rimborso per danni da vaccino, il numero delle richieste ammontava a circa 30.000 già nel 1996). 

Viene infatti regolarmente  censurata la pubblicazione di studi svolti negli ultimi anni da importanti scienziati su tale argomento (vedi studi del dott. Gerhard Buchwald, del dott. Stefano Montanari, della Prof.ssa Gatti, e molti altri), nei quali si evidenzia che, come per tutti i medicinali, esistono importanti e gravi effetti collaterali negativi, in modo particolare quando si somministrano contemporaneamente diversi vaccini (maggiore il numero di vaccini fatti insieme, maggiore il rischio).

3) Una corretta informazione sul fatto che i vaccini non sempre migliorano la sicurezza collettiva, impedendo la trasmissione della "loro" malattia (ad esempio, l'attuale vaccino antipolio non impedisce tale trasmissione). Oppure sul fatto che alcune malattie per le quali viene introdotto l'obbligo non sono comunque trasmissibili (ad esempio: il tetano). Il concetto della "immunità di massa" è dunque spesso errato e contribuisce ad una falsa informazione. Si tende invece a tacere il fatto che i vaccini hanno talvolta l’effetto di  tenere in vita malattie già scomparse (vedi punto 2 del Comunicato Equivita  di oltre 4 anni fa che segue).

Perchè dunque oggi questa legge? Vi riproponiamo il comunicato EQUIVITA del 11.12.12, che spiega varie cose. Dal 2012 l'Italia è stata scelta per essere un centro di ricerca per la creazione di nuovi vaccini, ma anche quale luogo per il lancio (o fase sperimentale) di una nuova politica vaccinale globale, concordata con le aziende produttrici ...

 

 COMUNICATO EQUIVITA
 11.12.12

Un investimento molto discutibile

Dopo lo scandalo dei "vaccini Novartis" ritirati dal mercato ma oggi nuovamente autorizzati in Italia, una nuova polemica si profila, anzi è già in corso, contro l'azienda farmaceutica che fa parte delle 5 case farmaceutiche maggiori del mondo. La polemica deriva dal finanziamento di 23 milioni di euro, in cinque anni, che la regione Toscana avrebbe destinato al progetto FAIV per una ricerca su 10 vaccini del Centro Novartis di Siena contro le malattie rare, alcuni dei quali dedicati prioritariamente ai paesi in via di sviluppo. I costi saranno sostenuti da Novartis Vaccines and Diagnostics, la Fondazione Bill e Melinda Gates e la regione Toscana (il contributo regionale è concesso in base alla disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione, con l'approvazione della Commissione Europea).

Il Comitato Scientifico EQUIVITA ritiene suo obbligo fare alcune osservazioni sulle motivazioni diffuse dal Governatore della Regione Toscana Enrico Rossi per giustificare la sua scelta.



1)     Come ha spiegato in una breve frase l'immunologo di fama internazionale Ferdinando Aiuti"Paradossalmente le vaccinazioni hanno portato ad una modificazione della struttura del nostro sistema immunitario. Cioè: evitiamo di prendere quella malattia, ma restiamo più facilmente attaccabili da altre".

L'idea dell'uso di vaccini per le malattie rare è dunque un controsenso in sé. Per fare un buon uso delle nostre conoscenze e dell'esperienza acquisita sui vaccini è necessaria infatti una valutazione dei costi-benefici per ogni malattia presa in esame. Sarà solo in presenza delle malattie a larga diffusione, nei luoghi della loro diffusione, che il vaccino supererà questa prova. Le malattie di scarsa diffusione dovranno essere combattute in altro modo, ovvero con la prevenzione (miglioramento dell'ambiente). Una vaccinazione di massa ripetuta per tante malattie, anche per le malattie a basso rischio di contagio, riduce, come abbiamo visto, le difese immunitarie dell'organismo umano e di conseguenza produce l'effetto contrario a quello desiderato.

 2)     

La coltura per i vaccini può essere causa essa stessa della sopravvivenza della malattia. La prova ci viene dal fatto che quando i casi di vaiolo furono giunti (vuoi per i vaccini, vuoi per altre cause) ad un numero estremamente basso, un consesso scientifico internazionale decise di sospendere la vaccinazione obbligatoria, in quanto il virus rischiava di essere tenuto in vita soltanto da chi fabbricava i vaccini o da chi si faceva vaccinare: questa sua forzata sopravvivenza costituiva un pericolo ben più serio di quello dovuto ai pochissimi casi spontanei residui.



 3)     E' spiacevole vedere che nella ricerca sovvenzionata dalla regione Toscana verranno ancora messi da parte metodi ormai in uso in tanti paesi (in primis gli Stati Uniti) in quanto in Europa non ancora "riconosciuti", per mantenere in vita un metodo arcaico, fallace e inadeguato alle odierne esigenze che si basa sull'arcaico "modello animale". La prova che ci viene da tanti anni di ricerca sull'AIDS dovrebbe essere illuminante: dei cento vaccini scoperti che tutelano le scimmie dalla loro forma di AIDS, non uno solo è stato applicabile all'uomo!

4)     Pur se, secondo il Governatore Rossi, nelle prove che verranno fatte sugli animali per la scoperta dei vaccini varrà applicato il principio delle 3R (Rimpiazzare, Ridurre e Raffinare) sappiamo bene che questo principio (pubblicato da Russel e Burch nel remoto '59) non ha in alcun modo frenato l'uso di animali nella ricerca, nonostante le prove dell'errore scientifico che esso rappresenta siano sempre più abbondanti e l'errore venga sempre più spesso denunciato da prestigiosi ambiti scientifici (vedi il Rapporto “Toxicity testing in the 21st century” dell’Accademia Nazionale delle Scienze USA). Nonostante i progressi della scienza, in particolare nella genetica e la biologia, abbiano aperto le porte a tecnologie mille volte più efficaci, affidabili, rapide ed economiche, nel campo della ricerca tossicologica. 

 Il Comitato scientifico EQUIVITA vede con rammarico, dunque, un investimento così cospicuo della Regione Toscana in quanto fatto su molte premesse sbagliate. Si augura che un suo impegno possa invece basarsi su di una ricerca innovativa e realmente utile, che faccia tesoro delle nuove tecnologie utilizzate nei metodi sostitutivi, per il bene della salute umana e dell'ambiente, per un nuovo paradigma scientifico che vada incontro ai cambiamenti indispensabili nel terzo millennio. 

 NOTA: La Novartis è un'azienda che opera nel farmaceutico ed è la seconda al mondo per fatturato: ha preso questo nome nel 1996 con la fusione della Ciba-Geigy e la Sandoz, tutte aziende svizzere di grande peso. Nel 2007  ha venduto la Gerber Products Company alla Nestlè e nel 1212 ha comprato la Fougera Pharmaceuticals. E' utile sapere che la Novartis ha dato nascita alla Syngenta nel fondersi nel 2000 con l’Astrazeneca, per distaccare il settore operativo nel campo dell'agricoltura, ovvero dei fitofarmaci (pesticidi) e degli Ogm. 

 

Comitato Scientifico EQUIVITA
+39 (0)632110421 cell: +39 3358444949

ccp: “Fondo Imperatrice Nuda”: 001026977056
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