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COMUNICATO EQUIVITA
20.06.2013

DIO aveva detto …
(indispensabile un cambiamento generale sulla brevettabilità del vivente)

 

Dio aveva detto :

Ecco, io vi do ogni erba che produce semi e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme.Saranno il vostro cibo,”(Genesi 1,19):
Ma se Lui avesse potuto immaginare ciò che, a scopo di profitto, i colossi chimico-farmaceutici avrebbero saputo organizzare verso la fine del XX secolo, abbinando biotecnologie e nuove leggi brevettuali … avrebbe di certo aggiunto:
Saranno Beni comuni di tutti, come ogni elemento della natura e ogni forma di vita da me creati, senza alcun diritto di proprietà esclusiva per le multinazionali”…

LA NOTIZIA giunta giorni fa, di una decisione presa dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, riportata a piena pagina da tutti i giornali (“il DNA umano non si brevetta” o “I geni umani non si brevettano”) ci riporta indietro di una ventina d’anni, quando neanche il più piccolo spazio sui giornali veniva destinato al dibattito nella UE sulla brevettabilità della materia vivente …TUTTA, ovvero sulla brevettabilità di “piante, animali e parti del corpo umano (tra cui i geni e perfino l’embrione umano, che fu uno dei primi a conseguire il brevetto).

 

Il Comitato Scientifico Antivivisezionista, o CSA (organo del “Fondo Imperatrice Nuda contro la sperimentazione animale”, che oggi ha preso il nome di Comitato Scientifico Equivita) condusse una strenua battaglia in una coalizione di 38 Ong europee (la ECOBP) contro la direttiva su tali brevetti. Nonostante un voto negativo emanato tre anni prima dalla stessa formazione parlamentare e nonostante questo vastissimo movimento d’opposizione, la direttiva fu votata a Strasburgo il 12.5.1998, in seguito a quella che fu definita “la più vasta azione di lobby nella storia del Parlamento Europeo”, prendendo il numero 98/44/CE.

La direttiva spalancava le porte, attraverso i brevetti, alla privatizzazione di ogni forma di vita, prendendo lo spunto dalla legge statunitense che queste porte aveva già aperte, in sordina, nel 1980, con l’autorizzazione della Corte Suprema (la stessa che adesso cerca di disfare, in piccola parte, il suo vecchio operato) al brevetto su di un batterio , il primo brevetto sul vivente nella storia del mondo.

Non ci arrendemmo neppure dopo la disfatta: con l’associazione antivivisezionista olandese Dierenbescherming ottenemmo il ricorso contro la 98/44 da parte di tre Stati: Olanda, Italia e Norvegia. Il ricorso fu respinto nel 2001, nonostante fossero allora già molto visibili gli effetti disastrosi dei brevetti sul vivente, che, come avevamo profetizzato:

* creavano un ostacolo all’avanzamento della scienza
* facevano passare per invenzione ciò che era solo una scoperta
* privatizzavano il bene comune più importante dell’umanità: il patrimonio genetico del pianeta
* con i brevetti su piante e animali consentivano a poche industrie di controllare il mercato mondiale dell’alimentazione, riscuotendo diritti ad ogni ciclo riproduttivo, senza concedere in cambio alcun vantaggio a consumatori e agricoltori.
* recavano gravi danni alla biodiversità e all’ambiente.
* portavano al collasso le economie dei paesi poveri, oggetto di una nuova forma di colonizzazione da parte delle multinazionali dei paesi ricchi.
* portavano alla perdita della sovranità alimentare di molti popoli

L’Europa si è salvata dagli effetti più gravi della brevettabilità del vivente e degli Ogm, grazie all’azione di tante ONG.

LA NOTIZIA che giunge dagli Stati Uniti ci rallegra in quanto segno di un piccolo (molto parziale) passo indietro e una volontà di ostacolare chi, negli ultimi anni, ha tentato sempre più l’esproprio dei nostri beni comuni.

Ci auguriamo che questo nuovo percorso continui ad essere seguito a livello mondiale. Per questo chiediamo all’Unione Europea di vigilare sull’operato dell’EPO, Ufficio Europeo dei Brevetti.

Esso infatti sembra percorrere la strada in senso opposto, poiché rilascia, a ritmo sempre più accelerato, brevetti che fino ad ora non erano neanche concepibili: su piante e animali riprodotti con metodi convenzionali ! (che non sono previsti neppure dalla molto permissiva direttiva 98/44).

Alla decisione della Corte Suprema degli USA, che interpretiamo come segnale di buona volontà, rispondiamo chiedendo alla UE di dare un segnale simile e più forte, facendosi promotrice di un cambiamento globale ed urgente:
IL DIVIETO
AI BREVETTI SU TUTTA LA MATERIA VIVENTE DEL PIANETA, comprensiva di piante, animali e parti del corpo umano

            Comitato Scientifico EQUIVITA
            Via Pietro Antonio Micheli, 62 Roma
            Tel. + 39. 06.3220720, + 39.06.3225370
            Sito internet: www.equivita.it
            E-mail: equivita@equivita.it    

 

 

 

 


 

 



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