Newsletter luglio 2006

20/07/06

Il gelato al merluzzo

Fonte: Econews

E’ stato formalmente avviato, presso l’Agenzia per la sicurezza alimentare della Gran Bretagna, un procedimento di autorizzazione presentato dalla multinazionale Unilever, per commercializzare il gelato contenente la proteina artificiale copiata con la bioingegneria dal ‘macrozoarces americanus’, una varietà di merluzzo che vive nelle acque più fredde dell’Atlantico.

La multinazionale Unilever è il più grande produttore mondiale di gelati, controlla oltre il 40% del mercato italiano del gelato confezionato con i marchi Algida, Sorbetteria di Ranieri, Eldorado e Carte d’Or, ed ha già ottenuto l’autorizzazione a commercializzare il gelato biotech negli Stati Uniti, in Cile, Indonesia, Messico e Filippine. “Si espongono i consumatori – ha dichiarato la senatrice verde Loredana De Petris – a rischi per il sistema immunitario solo per abbassare la temperatura a cui si formano i cristalli di ghiaccio e, quindi, produrre gelati di forme più complicate”. La domanda della Unilever dovrà essere trasmessa a breve dalla ‘Food Standard Agency’ britannica all’Agenzia europea di Parma (EFSA), nel quadro della procedura di autorizzazione che si conclude nel Comitato di settore della UE. “La Unilever – prosegue la senatrice – sta tentando di sostenere  che la tecnica con cui viene copiata la proteina del merluzzo, utilizzando dei lieviti, la esime dall’obbligo di indicare in etichetta l’ingrediente OGM.

22/07/06

La colonizzazione dei semi transgenici

Fonte: Il Manifesto, di Marina Zenobio

L'hanno definito progetto per la «biosicurezza» e riguarda alcuni paesi dell'Africa occidentale e dell'America latina. Ma ci sono buoni motivi per dubitare, se non altro perché tra i partners ci sono note organizzazioni legate all'industria biotech. Stiamo parlando dei due progetti promossi dalla Banca mondiale e dal Fondo globale per l'ambiente (Gef nell'acronimo inglese) gestito dalla medesima Banca. Scopo dichiarato è contribuire ad assicurare, in campo agricolo, protezione contro il pericolo di contaminazione tra semi originari e semi geneticamente manipolati - in base al protocollo di biosicurezza firmato a Cartagena nel 2000. L'impressione è che in realtà promuovano l'introduzione di coltivazioni ogm. I partners associati ai due progetti multimilionari sono: il Ciat (Centro internazionale di agricoltura tropicale, con sede in Colombia) e, manco a dirlo, tre note organizzazioni di promozione delle coltivazioni transgeniche legate a industrie biotecnologiche: Croplife, AfricaBio e Public Research and Regulation Initiative. Sotto la copertura di ricerca scientifica si tenta di legittimare la contaminazione di sementi che sono la base dell'economia contadina per creare, alla fine, dipendenza dalle varietà controllare dalle industrie….

Per leggere l’intero articolo: http://www.ilmanifesto.it/terraterra/archivio/2006/Luglio/44c4ea0f1a655.html

27/07/06

Cina: crolla il vantaggio offerto dal cotone Bt

Fonte: Le Scienze online

Durante la conferenza annuale della American Agricultural Economics Association (AAEA) tenutasi a Long Beach, in California, i ricercatori della Cornell University hanno illustrato come il cotone Bt, introdotto in Cina su vasta scala ormai da 7 anni, sta subendo l’aggressione di nuovi parassiti.

Per tre anni a partire dal 2001 i coltivatori che avevano utilizzato il cotone biotecnologico avevano ridotto di oltre il 70 per cento i consumi di pesticidi, conseguendo un guadagno del 36 per cento superiore a quello dei contadini che erano rimasti al cotone classico. A partire dal 2004, tuttavia, erano stati costretti a tornare a un livello di consumo di pesticidi pari a quello delle coltivazioni tradizionali, con un guadagno inferiore dell’8 per cento rispetto ai concorrenti tradizionali, a causa del maggior costo delle sementi Bt. Il problema non è legato allo sviluppo di parassiti resistenti al cotone Bt, come all’inizio si era pensato, ma ad altri parassiti che non sono sensibili alla tossina di Bacillus thuringiensis, e che in precedenza erano tenuti sotto controllo dall’uso dei pesticidi ad ampio spettro d’azione.

Per leggere l’intero articolo: http://www.equivita.it/CinacrollocotoneBt.htm