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Notiziario n° 7 (1997)

Roma, dicembre 1997


Cari amici,


Per chi avesse letto "Le Scienze" dell'aprile '97, o "Scientific American" (maggiore rivista scientifica americana, della quale "le Scienze" è l'edizione italiana) del febbraio '97, il silenzioso ma inarrestabile percorso del nostro movimento è molto evidente.
Non si tratta ancora di una reale vittoria (per vedere la scienza ufficiale schierata sulle nostre posizioni dovremo attendere ancora qualche anno), ma di un passaggio intermedio molto significativo: è la prima volta che una voce importante del mondo scientifico, in un "dossier" sulla sperimentazione animale, concede uguale spazio alla tesi "pro" ed a quella "contro", mantenendosi sempre nell'ambito stretto delle argomentazioni scientifiche.
La fase della discussione, che, come dice il filosofo J. Stuart Mill, segue quella della derisione e precede quella della adozione, in tutti i grandi movimenti di pensiero, è  in pieno svolgimento. Lo dimostrano anche gli innumerevoli spazi gratuiti che ci vengono concessi sulla stampa.
Particolare rilievo ha avuto la prima pubblicazione,  proprio sui numeri di "Scientific American" e di "Le Scienze" che recavano il dossier, della nostra nuova Campagna (una pagina di solo testo) "La sperimentazione animale è una frode scientifica", firmata insieme al CIVIS di Hans Ruesch (per concessione di "The Nature of Wellness", USA).

Sul versante delle manipolazioni genetiche:
In questo ultimo anno ci siamo impegnati sempre più nella campagna-stampa contro le manipolazioni genetiche, aggiornata, dopo la clonazione della pecora Dolly, con alcune modifiche nel testo (il nuovo titolo è "L'unica cosa che bisognerebbe clonare è questo annuncio"). Essa dura ormai da due anni e mezzo, ed ha totalizzato circa 130 spazi gratuiti sulle maggiori testate.
La ragione di un impegno ancora più accanito in questo settore è stata la discussione in atto presso l'Unione Europea della Direttiva che consente la Brevettazione degli organismi viventi. Tutti coloro che leggono il nostro Bollettino sono bene informati sulla gravità dei contenuti di tale proposta di legge, purtroppo già approvata in prima lettura il 16 luglio dal Parlamento europeo, e che, se definitivamente accettata, avrebbe effetti devastanti sull'ambiente, sull'economia, sulla salute e sul benessere di tutti gli esseri viventi.
Il nostro lavoro di lobby sulle manipolazioni genetiche ha prodotto ottimi risultati: il Sen. Luigi Manconi, nuovo portavoce dei Verdi, agendo sotto la nostra spinta, ha inserito nel suo programma politico, sin dall'inizio del mandato, una campagna contro l'uso improprio delle biotecnologie, che si è concretizzata in articoli, conferenze e manifestazioni in varie città d'Italia.
In Parlamento è nato inoltre, sotto la nostra spinta, un Gruppo Interparlamentare di attenzione alle Biotecnologie, che ha raggiunto un gran numero di firme provenienti da tutte le correnti politiche, e che ha come obiettivo quello di "impegnare il Governo Italiano a studiare strumenti atti ad assicurare un controllo stretto e preventivo sull'immissione di organismi viventi geneticamente manipolati". Il gruppo sottolinea sottolinea
le "forti preoccupazioni legate al principio della brevettabilità della vita, cioè al riconoscimento di diritti di proprietà intellettuale di organismi viventi modificati ad uso commerciale".
Abbiamo preso parte con tre interventi (Gianni Tamino, Stefano Cagno e Fabrizia Pratesi) all'Audizione promossa, nei mesi di giugno e luglio, dalla Commissione Agricoltura della Camera, all'interno di una Indagine Conoscitiva sulle Biotecnologie, richiesta dal Presidente On. Alfonso Pecoraro Scanio.
Il fronte dei militanti contrari alla brevettabilità degli organismi viventi si è di recente molto allargato. Se prima eravamo la sola voce in Italia e tra le poche in Europa a mettere in guardia l'opinione pubblica sui pericoli derivanti dalle manipolazioni genetiche e dalla Direttiva che consente la brevettazione dei prodotti di queste tecnologie, si è creato ora un fronte ben più vasto che ha concentrato tutti i suoi sforzi nelle settimane precedenti il 27 novembre, data in cui doveva esprimersi sulla Direttiva il Consiglio dei Ministri Europeo.
Un coordinamento di quattro associazioni, Comitato Scientifico Antivivisezionista, Crocevia, VAS (Verdi Ambiente Società) e Greenpeace Italia, ha diramato un Appello "per un voto contrario dell'Italia sulla direttiva europea per la brevettazione degli organismi viventi", appello che è stato sottoscritto da un numero molto esteso di ONG (Organizzazioni Non Governative) ambientaliste, di cooperazione, di difesa della salute, ecc., e da un numero estesissimo di personalità. Questo coordinamento ha organizzato il 25 novembre una Conferenza stampa nella Sala Stampa della Camera per rendere pubblica l'iniziativa. Ad essa sono state invitate tutte le rappresentanze politiche che hanno voluto sostenere ufficialmente la nostra causa: erano tra i relatori l'On. Fausto Bertinotti (segretario PDS), il Sen.Luigi  Manconi (portavoce dei Verdi), l'On. Gianni Tamino (deputato al Parlamento europeo, verde), l'On. Giovanna Melandri (PDS), l'On. Carmine Nardone (PDS, presidente della Commissione Agricoltura). Altri parlamentari assai attivi sul nostro fronte, come l'On. Anna Maria Procacci e l'On. Giorgio Malentacchi erano presenti in aula.
Questa iniziativa delle associazioni, insieme ad un intenso lavoro di lobby esteso anche alla Rappresentanza Permanente Italiana presso l'Unione Europea, ed ai contatti presi direttamente con il Ministro Bogi delle Politiche Comunitarie (incaricato dal Governo all'ultimo momento a rappresentarci, al Consiglio dei Ministri, al posto di Bersani, Ministro dell'Industria) ha fatto sì che nelle poche ore precedenti il Consiglio la posizione dell'Italia sulla Direttiva subisse un radicale cambiamento ("cosa mai successa prima!", ci è stato detto) e che l'Italia esprimesse l'astensione al momento del voto.
Anche se la Direttiva è, in questa tappa del suo lungo percorso, riuscita a "passare", perché la grande maggioranza delle Nazioni Europee si è espressa a favore (con il solo voto contrario dell'Olanda e con due astensioni: Belgio e Italia), il successo da noi conseguito è stato molto importante e potrà influire notevolmente sulla decisione ultima, in quanto l'Italia era stata fino ad oggi una delle Nazioni più convinte nel sostenere la proposta di legge, al punto di averne chiesto l'anticipazione del voto.
A causa di una lieve discordanza tra il testo della Direttiva votato a luglio in Parlamento e quello approvato dal Consiglio dei Ministri, la proposta di legge varrà ora ripresentata in Parlamento per una seconda lettura. Nel lasso di tempo che ci separa da quel giorno dobbiamo ottenere non solo che l'Italia esprima al posto dell'astensione un parere contrario, ma anche e soprattutto che il dissenso tanto diffuso nell'opinione pubblica di tutta Europa riesca ad esprimersi pure nelle altre Nazioni.
L'opinione pubblica deve prendere coscienza in pieno di quello che il binomio industria-ricerca sta facendo, a sua insaputa, in un settore di così grande impatto sulla salute, sull'ambiente, sull'etica e sulla sopravvivenza stessa dei Paesi del Sud, e deve trovare il coraggio e la forza di opporsi. Chiunque sia in grado di darci una mano in questo periodo, che potrà avere la durata di due o al massimo tre mesi, si faccia rapidamente avanti, perché solo l'unione delle forze può in questo caso ancora consentirci una vittoria.

Per chiudere la breve panoramica delle nostre attività di quest'anno, devo fare cenno alla abituale divulgazione per mezzo di articoli, lettere, conferenze, partecipazione a convegni (anche quello di Utrecht, "2nd World Congress on Alternative Methods and Animal Experimentation"), comunicati stampa e molte interviste in radio o televisione.
Vi è stato anche anche il lancio, insieme al CIVIS ed alla LAV,  di una campagna per la conoscenza e la diffusione della legge 413/93 (che consente l'obiezione di coscienza alla sperimentazione animale), destinata soprattutto a giovani e studenti. Questa campagna si è valsa di quattro testimonial molto famosi nel loro ambiente, quali attori comici: Aldo, Giovanni, Giacomo (Tafazzi) e Marina.

Ma vi sono altre due cose molto importanti da noi realizzate nel corso di quest'anno:

La prima è la costituzione di un Comitato Giuridico Antivivisezionista, nato spontaneamente per iniziativa di un gruppo di giovani e brillanti magistrati e avvocati. Per il momento nasce come struttura di supporto al Comitato Scientifico Antivivisezionista. Ma contiamo su questo nuovo organismo affinché abbia un ruolo importante e trainante nel futuro. La persona a cui si deve questa iniziativa e che ha già dedicato molto suo tempo alla nostra causa è l'Avv. Sergio Saraceno. Chi fosse interessato a contattarlo può rivolgersi a noi.

L'altra meta importante raggiunta è l'essere entrati in Internet, non solo con un nostro indirizzo di E-mail (info@antivivisezione.it) ma anche con un nostro sito che si può visitare al seguente indirizzo: http://www.antivivisezione.it.
Il merito di questo notevole avanzamento nella comunicazione e nella diffusione è tutto della nostra "webmaster" Alberta Dettori, non solo webmaster, ma anche colonna portante del Fondo Imperatrice Nuda e del Comitato Scientifico Antivivisezionista.

Per chiudere, vorrei fare una importante osservazione che riguarda la visibilità sulla stampa del nostro lavoro: difficilmente voi vedrete (salvo che nelle occasioni di raccolta Fondi) la sigla "Fondo Imperatrice Nuda contro la sperimentazione animale": abbiamo sempre preferito rendere visibile la sigla "Comitato Scientifico Antivivisezionista".
Il Comitato ha le stesse finalità del Fondo, ma quale movimento scientifico ha maggiore peso nel determinare i cambiamenti culturali che perseguiamo. Come voi ben sapete, il Comitato è stato copromosso da noi e dalla LAV, pur essendo gestito esclusivamente da noi.
La collaborazione con la LAV si è fatta più intensa, con grande beneficio per il movimento. Grazie alla LAV abbiamo preso parte all'ultima riunione della Coalizione Europea per mettere fine alla sperimentazione animale, che si è svolta a Roma in occasione della Marcia per i Diritti degli animali del 4 ottobre, e siamo potuti entrare nella mailing list su Internet di questa Coalizione per uno scambio continuo di informazioni.    
In particolare è stato molto apprezzato il lavoro da noi svolto contro le manipolazioni genetiche, che le altre associazioni antivivisezioniste d'Europa non hanno svolto e che hanno chiesto di poter riprendere da noi.

Come è evidente da questo notiziario, il lavoro di quest'anno è stato così intenso che non vi era per noi alcuna possibilità di organizzare, come negli anni precedenti, un evento di raccolta fondi. Le maggiori uscite delle campagne pubblicitarie (che portano adesioni e contributi) hanno in parte colmato la minore entrata che vi è stata. In altre parole, quest'anno ancora più degli anni scorsi, abbiamo potuto portare avanti tante  iniziative solo grazie al vostro aiuto, unito alla nostra determinazione.
Con il vostro aiuto potremo fare  anche moltissimo di più (la determinazione non ci verrà mai a mancare), poiché siamo pieni di progetti e di programmi . I risultati che riusciremo ad ottenere saranno, noi riteniamo, proporzionali ai mezzi di cui disporremo.
Chiunque ne ha la possibilità e vede l'importanza di quanto cerchiamo di ottenere, ci invii un contributo, rinnovi il suo versamento di sostenitore. Non abbiamo quote di associazione, né scadenze, ma vi preghiamo di non dimenticare che il nostro lavoro è per tutti gli esseri viventi, animali e non.

Vi inviamo intanto i nostri saluti più affettuosi e gli auguri più sinceri per delle felici Feste Natalizie.  




Fabrizia Pratesi, segretario generale



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