30 aprile 2020

 

Lettera al Direttore del Corriere della Sera

 

 

Carissimo direttore Luciano Fontana,

 

 

Nella Sua bella risposta a Massimo Lodi nel Corriere del 20/4/20, su come dobbiamo comportarci in questo periodo di emergenza, Lei scrive, quale incoraggiamento, “sono spariti dalla circolazione i combattenti No-vax, così come i cultori dell’incompetenza”. Vorrei fare a tale proposito, due osservazioni, che spiego ai punti 1 e 2.

1)

il nome "no-vax" è stato da tempo attribuito ad un ampio ed eterogeneo numero di persone: sia a quei pochi che rifiutano tutti i vaccini, sia ad altri, assai più numerosi, che si oppongono non ai vaccini in sé, ma all’attuale politica vaccinale, adottata, o meglio imposta, nel 2018 in Italia. Fermo restando che il dibattito non è soltanto necessario, ma in modo generale indispensabile ai fini di un corretto progresso scientifico (vedi Karl Popper e Thomas Kuhn), ritengo assai utile far conoscere la posizione del secondo gruppo. Solo a quest’ultima posizione mi riferisco in questa mia lettera.

A mio parere essa riflette una più che comprensibile preoccupazione per i possibili danni derivanti dalla rivoluzionaria "nuova politica vaccinale" che ha investito tutti noi e che è stata sottoscritta con un accordo avvenuto a nostra insaputa.

 

Tale accordo, del 2014, ha stabilito che nel 2018 sarebbe stato introdotto in Italia l‘obbligo di effettuare a tutti i neonati ben 12 vaccini (poi ridotti a 10) al posto dei 4 vaccini precedentemente obbligatori (quando già eravamo lo stato dell’UE con il numero più alto di vaccini obbligatori !). L’accordo, come tutti sappiamo, è stato rispettato, con zelo e accanimento. Ma la maggioranza degli italiani non sa tuttora che se si moltiplica ognuno dei dieci vaccini per il numero di dosi prescritte (dunque calcolando i richiami), si ha un totale di vaccinazioni così elevato, che esso nei primi mesi di vita costituisce un reale pericolo per un neonato. Vengono introdotti nel suo fragile corpo, il cui sistema immunitario è ancora in formazione, non solo, uno sull’altro, i tanti virus modificati, ma anche una dose massiccia di sostanze molto tossiche (vietatissime nell’alimentazione anche degli adulti), usate come adiuvanti; soprattutto l’alluminio, ma in passato anche il mercurio.

 

Con chi ha sottoscritto l’Italia questo accordo? Con la Novartis, multinazionale farmaceutica (2° più grande nel mondo del settore farmaceutico, nata dalla fusione di Ciba Geigy e Sandoz, poi, dopo il 2014, fusa con Astrazeneca, creando la Syngenta, a sua volta fusa di recente con ChemChina). La Novartis voleva costruire nel 2014 un laboratorio di ricerca su nuovi vaccini vicino Siena. Ha partecipato all’accordo anche la Regione Toscana, (dove Novartis era già insediata), che avrebbe finanziato buona parte della struttura con fondi statali UE destinati a “ricerca, sviluppo e innovazione”.

 

L'Italia è oggi l’unica nazione al mondo ad avere l’obbligo dei 10 vaccini; con un accordo commerciale, essa si è - consapevolmente o no - impegnata ad essere il territorio per una sperimentazione estesa a TUTTI i neonati, senza il necessario “consenso informato” - intendo informato ! - dei genitori.

Il pericolo legato ai vaccini è riassunto in una frase scritta già 30 anni fa dal nostro più famoso immunologo:


"Paradossalmente le vaccinazioni hanno

portato ad una modificazione della

struttura del nostro sistema immunitario.

Cioè: evitiamo di prendere quella malattia, ma

Restiamo più facilmente attaccabili da altre”.               Ferdinando Aiuti                             

Questa affermazione, ripresa da moltissimi scienziati, ci porta a capire che prima di adottare un vaccino si debbano fare attenti studi (di costi/benefici) per mettere a confronto i due possibili danni: quello della malattia che si vuole tenere lontana e quello che può derivare dal vaccino. Tenendo presente l’effetto cumulativo, nel caso di molti vaccini fatti a breve distanza di tempo, come pure la probabilità di incidenza indicata dalle statistiche della malattia in esame.

2)

E’ corretto dire che i cosiddetti “No-vax” si sono fatti assai poco sentire dopo l’inizio dell’epidemia di Covid-19. Ma il loro silenzio non è dovuto al timore di un confronto. Coloro che richiedono un uso corretto dei vaccini (e il cui nome giusto dovrebbe essere “Tutor-vax”) credono nella serietà dei nostri scienziati e attendono i risultati della loro ricerca per un vaccino affidabile. Sono convinti che, nel caso specifico dell’attuale epidemia di coronavirus, l’attesa non sarà tanto breve, in quanto il virus non è ancora ben identificato, ovvero è in parte ancora ignoto, perché soggetto a tante mutazioni (e ugualmente ignota sarebbe la durata della copertura vaccinale che si andasse eventualmente oggi a proporre).

3)

Non posso non aggiungere una mia osservazione, che ritengo molto importante (non relativa al testo sul Corriere):  nel 1992 l’Italia si è dotata di una legge che prevede il rimborso per “danno (irreversibile) da vaccino”: è la legge 210/92 (un riconoscimento già molto importante, che copre i danni alla salute). Il Ministero della Salute fece sapere, su richiesta, che nel 1996, 4 anni dopo, le richieste di rimborso avevano raggiunto il numero di svariate migliaia.

 

Oggi invece nessun dato sulle statistiche dei danni è stato reso noto ! Non solo: talvolta ci viene anche detto, nelle interviste alle autorità, che non ci sono danni !

Per poi aumentare la nostra preoccupazione è giunta di recente la notizia, che negli  Stati Uniti (dove qualsivoglia merce immessa sul mercato deve essere testata per eventuali effetti tossici) una sola categoria di prodotti fa eccezione a questa regola: I vaccini, che sono esonerati dai test di tossicità.

 

La notizia viene dall’avv. Robert Fitzgerald Kennedy Junior, nipote del fu presidente J.F.Kennedy e figlio del fu ministro della Giustizia Robert Kennedy, che ha sporto denuncia contro il suo stesso governo per tale questione. E’ riscontrabile su YouTube.

 

Caro Direttore, il mio fine attuale è di indurre garbatamente il Corriere della Sera a sostenere in Italia una politica di libertà vaccinale, (con l’eccezione eventuale di 3 o 4 vaccini obbligatori, massimo previsto nei paesi democratici). Non desideriamo più, oltretutto, essere costretti a vivere con angoscia l’evento gioioso della nascita di un bambino, con il quesito di “come lo possiamo tutelare dai vaccini?”.

Dopo l’esperienza del coronavirus è indispensabile ripartire costruendo una società più libera e non soggiogata ai poteri economici.

 

Penso che per informare i lettori sui temi qui esposti Le sarà facile trovare scienziati con una posizione prudente ed equilibrata. Il Suo prestigioso quotidiano, il Corriere della Sera, potrebbe e dovrebbe, dare loro spazio.

 

Come ormai è opinione diffusa, noi tutti potremo avere un futuro solo con la nascita di una nuova visione del mondo basata (specialmente in politica ed economia) sulla condivisione di valori spirituali, dei quali, per nostra fortuna, l’Italia è ricchissima (arte, cultura, biodiversità, tesori ambientali, beni comuni). Tale visione dovrà basarsi principalmente sull’etica: onestà, libertà (anche dai “poteri forti”), solidarietà ed empatia nei confronti del prossimo (includendo nel “nostro prossimo” tutti gli esseri viventi).

 

Siamo in grande debito anche con i nostri discendenti, ivi comprese le generazioni future, che devono essere il primo oggetto dei nostri pensieri. Ho cercato di dare loro un piccolissimo contribuito con questa lettera. Spero che Lei sia riuscito a leggerla (nel quale caso Le sono molto grata) e possa darmi una brevissima risposta.

 

Con i saluti più cordiali e sinceri

                                                     

Fabrizia Pratesi de Ferrariis Salzano